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martedì 20 ottobre 2015

Il Tottenham ad Upton Park, la richiesta ufficiale a giorni.

Sembra una barzelletta ma invece potrebbe diventare una incredibile realtà: il Tottenham Hotspur ad Upton Park. Eh si perché la prossima stagione vedrà dei cambiamenti storici in Premier League. Il West Ham United, dopo 112 anni, cambierà casa, non sarà più ad Upton Park ma nel nuovo Olympic Stadium, creato per le Olimpiadi di Londra del 2012 e rimodernato per l'arrivo degli Hammers. Un passaggio che farà storia e che con il quale molti ancora non sono d'accordo.

Accade però che il Tottenham Hotspur abbia in programma, a partire dalla prossima estate, la costruzione del nuovo stadio, che sorgerà praticamente sulle ceneri di White Hart Lane. Insomma, nel giro di qualche mese due stadi storici del calcio inglese, rischiano di sparire per sempre. Ma ecco la novità. Gli Spurs, a quanto pare, avrebbero fatto richiesta alla FA di poter "noleggiare" la attuale casa del West Ham, finché la loro non sarà pronta. Dopo il no secco per Wembley, il club del Nord di Londra si sta guardando in giro e sta cercando di capire quale sia la soluzione migliore. Certo è che, giocare in casa degli acerrimi rivali dell'East Stand londinese sarebbe non solo un brutto gesto ma anche l'ennesimo fatto che potrebbe far sfociare gli incontri tra le due squadre in qualcosa di violento e lontano dallo spirito del football d'oltremanica. Già tra le due tifoserie non corre buon sangue, un accadimento di questo tipo non possiamo immaginare che reazioni possa avere sui tifosi del West Ham.

Non crediamo nemmeno che gli stessi tifosi del Tottenham vogliano uno spostamento di questo tipo, ma a questo punto potrebbero fare le cose per bene ed andare a giocare all'Emirates Stadium, no?

In attesa di una candidatura ufficiale del club (che speriamo che ci ripensi) e di una eventuale risposta della FA, provate solo ad immaginare che il West Ham ed i suoi tifosi, durante la prossima stagione, potrebbero giocare ancora ad Upton Park, ma da ospiti, proprio li dove hanno scritto la loro storia.

Un po' strano no?

mercoledì 23 settembre 2015

Cuore, grinta e tanto lavoro, ecco il Super Leicester di Claudio Ranieri

Se questo è l'inizio, non possiamo assicurare che duri, ma questo Leicester City promette una stagione meravigliosa. Lo scetticismo attorno a Claudio Ranieri, da soli 2 mesi nuovo allenatori delle Foxes, sembra essere completamente sparito, anzi! Tifosi e non hanno dovuto ricredersi su di lui e anche se non tutto il merito, una buonissima parte gli va riconosciuta. Il carattere e la voglia di lottare che ha la squadra sono qualcosa di raro. Ma andiamo per ordine ed analizziamo insieme i dati di questo Leicester di marca italiana:

8 partite ufficiali questa stagione. 5 vittorie, 3 pareggi e 0 sconfitte. 18 gol fatti e 11 subiti. 2 turni di Coppa di Lega superati e la bellezza di 12 punti e 4° posto in Premier League. Era davvero difficile, forse impossibile, immaginare che il Leicester si trovasse in questa situazione, anche se la stagione è appena iniziata. A dirla tutta, se consideriamo le amichevoli estive e le ultime gare dello scorso campionato, il Leicester City non perde una partita dal 29 Aprile quando al King Power Stadium il Chelsea si impose per 1-3. Da allora 17 PARTITE, non 2 o 3, ma 17, senza perdere. 

Quello che stupisce di questa squadra è la tenacia e la forza di volontà che dimostra. Non mollano mai, nemmeno se il risultato sembra impossibile o proibitorio. E le ultime 3 gare ne sono la testimonianza: in casa contro l'Aston Villa perdevano 0-2 al 72', hanno vinto 3-2, permettendosi di passare gli ultimi 4 minuti di recupero in completa gestione del risultato. Sabato a Stoke quasi la stesa cosa: sotto 2-0 nel giro di 12 minuti risultato ripreso (2-2) e quasi ribaltato nel finale. Ieri sera, nonostante affrontasse un'altra squadra in fortissima in questo momento, ovvero il West Ham di Slaven Bilic, ha portato il match ai supplementari e lo ha portato a casa a 3 dalla fine. Insomma, sembra quasi impossibile vedere il Leicester perdere, almeno nell'immediato. Sabato arriva l'Arsenal, assetato di punti  e di risultato. Sarà l'ennesima impresa o la fine della striscia positiva? Staremo a vedere, quello che è certo è che questa squadra ci ha fatto divertire come poche in passato. 



domenica 20 settembre 2015

Super Sunday in Premier: Delude ancora il Liverpool. Tempo di saluti per Rodgers?

Ennesima domenica amara per il Liverpool. I Reds non riescono più a vincere e, a dirla tutta, non sembra neanche che ci provino. Una squadra troppo molla, poco concentrata e forse troppo sfiduciata. Dopo la sconfitta ad Anfield contro il West Ham (0-3) e la sconfitta all'Old Trafford contro il Manchester United per 3-1, sono arrivati due pareggi per 1-1 prima giovedì in Europa League contro il Bordeaux e poi oggi con il Norwich che torna a casa con un punticino pesantissimo per la salvezza. 

Le critiche a Rodgers sono state pesantissime. I troppi milioni spesi, che non hanno portato a nulla, e un gioco che dopo 3 anni tenta ancora a decollare sta facendo finire la pazienza ai tifosi dei Reds. Dopo l'incredibile annata del 2013-2014, con Suarez, Sturridge e Sterling scatenati, capaci di segnare più di 70 gol in 3 (con il Liverpool che superò quota 100), e dopo quel titolo sfumato nelle ultime giornate, sembra essersi rotto qualcosa nello spogliatoio. Gerrard lo scorso anno, lasciato per l'ennesima volta da solo a gestire un gruppo tutto nuovo ed una tifoseria complicata, seppur fedelissima, ha fatto di tutto per rimettere in piedi la situazione ma le cose non sono andate come molti si sarebbero aspettati. La squadra non riesce a trovare un equilibrio, non sembra assimilare gli schemi. Anche se dopo un po', il dubbio sale: Non riesce o non vuole? 

In settimana si era sparsa la voce che i tifosi avessero addirittura promosso una colletta da pagare alla società per mandare via l'allenatore. Se davvero fossimo arrivati a questo punto, sarebbe bene per Brendan Rodgers di assumersi le sue responsabilità e lasciare la guida del Liverpool. 3 anni sono abbastanza per dimostrare qualcosa. Se queste capacità non sono uscite forse è davvero la volta giusta per lui per lasciare. L'organico per fare bene lo ha e crediamo lo abbia sempre avuto, le scuse sono davvero finite. I tifosi del Liverpool non ne possono più ed un'altra stagione rischia di essere buttata. Allora Brendan, che vogliamo fare? 

mercoledì 9 settembre 2015

Gerrard non tornerà al Liverpool. Per ora...

Steven Gerrard non tornerà. Almeno per il momento. Il presidente della MLS infatti ha smentito qualsiasi voce che aveva parlato di un possibile ritorno in prestito al Liverpool a Gennaio da parte dell'indimenticato Stevie G. Non sarebbe stata la prima volta visto quanto successo in passato con Beckham, Henry e Keane e per questo moltissimi appassionati del football d'oltremanica e molti tifosi del Liverpool, avevano sperato ed acclamato un suo ritorno.

"Non accadrà anche questa volta" ha affermato Don Garber. "In passato avevo storto il naso e mi ero opposto a questi prestiti trimestrali" - continua - "tante volte i tifosi mi chiedevano 'ma com'è possibile essere sotto contratto contemporaneamente con 2 squadre? Che sport sarebbe questo?".
Ed effettivamente, dal punto di vista burocratico, non fa una piega questo ragionamento. I prestiti non esistono per qualche mese o a piacere. Se pensiamo però ai vecchi ritorni in Europa dei grandi campioni del passato non c'è altro da fare se non alzarsi ed applaudire: Beckham con il Milan cambiò completamente le sorti del centrocampo rossonero e fece la differenza praticamente in ogni campo che calcò. Henry poi, si è divertito più di tutti: gol all'esordio ( o meglio al secondo esordio ) con l'Arsenal e poi altri 3 gol in campionato, l'ultimo al 91' della sua ultima partita (sul campo del Sunderland) che diede ai Gunners i 3 punti. Come voler dire: io riparto, vi lascio ancora, ma sappiate che ho dato tutto.

Insomma non possiamo dire che l'eventuale ritorno di Gerrard sia un fallimento in partenza, anzi. Lui non si è ancora espresso a riguardo, quindi per ora le parole dello Chief Executive della MLS, rimangolo tali. Certo per molti di noi sarebbe l'ennesimo campione in un campionato che già di per se è il più bello del mondo. Sfortunatamente le decisioni non le prendiamo noi, ma qualche mese per sperare ce l'abbiamo ancora.


sabato 5 settembre 2015

Anthony Martial e la sua passione: la famiglia.

Diciamocelo, dopo 36 milioni di sterline spese per un diciannovenne francese ci sembrava più che obbligatorio cercare di capire con chi abbiamo a che fare e soprattutto chi è quello che punta ad essere uno dei teenagers più sorprendenti,  oltre che più pagato, della storia.

Anthony Martial nasce in un sobborgo di Parigi, non lontano dal centro, nella periferia Sud. Cresce classicisticamente nel CO Les Ulis, la squadra che lo lancia, si fa per dire, nel calcio professionistico. Gli osservatori del Lione infatti, dopo mesi di pedinamenti, gli offrono un contratto per poterlo aggregare al loro organico. Nel primo anno fa 21 gol in 32 partite con l'Under 17, viene convocato in Nazionale (sempre Under 17) e partecipa con quest'ultima agli Europei. Insomma, il ragazzino promette bene.

Quell'estate, dopo un europeo brillante, bussa alle porte del Lione il Monaco. Anthony ovviamente sta approcciando al calcio, neanche ha la minima idea di dove sarebbe potuto finire solo 2 anni dopo. E' un ragazzo semplice, abitudinario, che non ama particolarmente la bella vita. I monegaschi offrono 5 milioni di euro per il suo cartellino ed il Lione, che lo ha preso gratis, fa fatica a non accettare. Martial da li scalerà rapidamente le gerarchie all'interno della squadra. Diventa presto titolare e trascinatore. In 2 anni tante, tantissime belle e convincenti prestazioni in campo, con 49 presenze e 11 gol (15 assist).

E' fuori dal campo che però stupisce. E' un ragazzo umilissimo. La veloce scalata nel mondo del calcio e del business non sembra averlo minimamente toccato. Legatissimo alla famiglia ed ai suoi genitori, così come alla fidanzata, Samantha, che lo accompagna dall'età di 15 anni e che ora sta crescendo insieme a lui il loro piccolo. Per due teenagers cambiamenti così veloci, così grandi e così improvvisi possono risultare spesso fatali, soprattutto dal punto di vista comportamentale ma Anthony non sembra averne risentito nel corso degli anni.

"Preferisce cucinare a casa e dilettarsi in qualche piatto, anche se sconosciuto, piuttosto che passare le serate in città al ristorante o partecipando a qualche festa" afferma la fidanzata.
Lo stesso Martial infatti confermerà qualche giorno dopo "Quando finisco gli allenamenti non vedo l'ora di andare a casa e godermi la serata insieme alla mia famiglia. Amo passare il tempo con loro, non sento il bisogno di fare altre cose per dover far notizia".

Un ragazzo acqua e sapone, consapevole di essere il più pagato di sempre (considerata l'età) e con un potenziale enorme soprattutto in vista di quello che lo aspetta: la guida di Loius Van Gaal e l'Old Trafford come banco di prova. Se riuscirà ad ambientarsi siamo sicuri che tutti questi milioni non rimarranno uno dei tanti sprechi del calcio moderno.

Buona fortuna Anthony.


giovedì 3 settembre 2015

Pazza Premier: 1,3 miliardi di euro spesi per il mercato

Un mercato da Re. La Premier League, con un giro da oltre 1,3 miliardi di euro è di gran lunga il campionato che ha speso di più in questa sessione estiva di mercato. Sarà il brand che attira, sarà che il sogno di molti è calcare un campo inglese, fatto sta che il record, quest'anno, lo hanno stabilito ancora gli inglesi.

Tra le conferme il Manchester City che solo con gli acquisti di De Bruyne, Otamendi e Sterling tocca quota 189 milioni. Se aggiungiamo Delph e gli altri acquisti tocchiamo quota 214. E' vero, ci sono state delle uscite (vedi Dzeko e Jovetic) ma la spesa è da considerarsi comunque alta. Seguono i concittadini dello United con una spesa di 112 milioni di euro, praticamente la metà. Per loro però grande mercato in uscita che ha risanato le casse del club. Depay, Martial, Schweinsteiger, Schneiderlin e Darmian. Van Gaal ha allestito una rosa competitiva e pronta a combattere per il titolo.
Con grande sorpresa, nella top 5 il Watford di Pozzo, neopromosso in massima divisione. E' vero che la vittoria dei play off di Championship vede delle entrate pari a 90 milioni ma con i 44 spesi in questa sessione gli Hornets hanno confermato di volersi tenere stretta la categoria.

Male Arsenal e Chelsea. I Gunners i portano a casa soltanto Cech (proprio dai rivali Blues) mentre Mourinho non solo compra poco ma manda la bellezza di 33 giocatori in prestito tra prima squadra e Primavera. Una vera e propria rivoluzione. Bene anche il Newcastle (49 milioni di euro) ed il Liverpool (120, ma anche molto mercato in uscita).

Un nuovo entusiasmante campionato è da poco iniziato, vedremo chi saranno i nuovi protagonisti.

domenica 30 agosto 2015

Ecco cosa è cambiato dall'ultima volta che il West Ham vinse ad Anfield

Come ormai tutti sanno, ieri pomeriggio il West Ham ha umiliato il Liverpool ad Anfield. Una sconfitta così pesante in campionato, in casa, per i Reds, non si vedeva da tanto tempo. Per dire, solo il Real Madrid ci era riuscito lo scorso anno. Gli hammers hanno vinto in casa dei rivali del Merseyside dopo ben 52 anni dall'ultima volta. Insomma un successo storico! Ovviamente non si sono fatti aspettare gli sfottò ed è così che, riprendendo un articolo che sta impazzando tra i giornali inglesi, riportiamo le 6 cose più belle che ancora c'erano/dovevano accadere l'ultima volta che il West Ham aveva vinto ad Anfield. Cominciamo...

1) L'INGHILTERRA DOVEVA ANCORA VINCERE LA COPPA DEL MONDO



2) LO STIPENDIO MEDIO DI UN CALCIATORE ERA DI 29 STERLINE ALLA SETTIMANA

3) JOHN F KENNEDY ERA ANCORA VIVO



4) BRENDAN RODGERS E SLAVEN BILIC (i 2 allenatori di ieri) NON ERANO ANCORA NATI

5) LA GERMANIA DELL'EST E LA GERMANIA DELL'OVEST ERANO ANCORA PAESI DIFFERENTI.


6) IL PREZZO MEDIO DI UNA CASA NEL REGNO UNITO ERA DI 3160 STERLINE


sabato 8 agosto 2015

Primo pomeriggio di Premier pieno di gol ed emozioni.

Un inizio che ripaga l'attesa. Nessun big match è vero ma gare e risultati che hanno emozionato fino all'ultimo. Il primo pomeriggio di Premier ha già fatto registrare qualche spunto importante. Andiamo ad analizzare gara per gara.

Manchester United v Tottenham
Red Devils che partono carichi, con quasi tutti i nuovi acquisti in campo. Dopo 10 minuti potrebbero benissimo essere in svantaggio di due gol ma si riprendono alla grande con intensità e vigore. Damian a destra fa un figurone. Delude leggermente Depay. La gara la decide Walker che nel tentativo di salvare su Rooney tocca la palla e l'appoggia nella sua porta. 1-0 per lo United che comincia la stagione con il piede giusto. Spurs che comunque tornano a Londra con una buona prestazione.

Bournemouth v Aston Villa
Esordio in Premier in casa che però lascia un leggero amaro in bocca ai rossoneri del sud dell'Inghilterra. Una gara equilibrata quella con i Villans che è decisa da un guizzo di Gestede solo al 73' di gioco. I 3 punti vanno a Birmingham ma come inizio rimane una buona prestazione, di alta intensità, che fa ben sperare per il futuro.

Everton v Watford
Di gran lunga la gara più bella del pomeriggio. Si perché quando tutto sembrava ormai deciso, a 10 dalla fine, con gli Hornets magicamente in vantaggio per 0-1, ecco che si svegliano i Toffees. A farla da protagonisti i 2 peggiori giocatori del precampionato ovvero Barkley (talento misterioso) e Konè. 
Prima il pareggio del talento inglese all'80', poi l'errore difensivo che causa l'1-2 del Watford all'83'. Tempo altri 3 minuti e l'attaccante africano dei Toffees pareggia i conti e congela il risultato. Un pareggio giusto anche se gli ospiti, all'esordio in Premier dopo tanti anni, hanno dimostrato che venderanno cara la pelle per questa stagione pur di mantenere la categoria. 

Leicester City v Sunderland
Se Everton v Watford è la più bella, questa è la gara con più gol. Ben 6, anche se non equamente distribuiti. I padroni di casa, guidati da Claudio Ranieri, partono a razzo e dopo 25 minuti sono sul 3-0 grazie a Vardy e Maherz. I Black Cats nella ripresa provano ad accorciare salvo subire poco dopo il 4-1. La rete del 4-2 di Fletcher è solo di consolazione. Le Foxes iniziano il campionato come lo avevano finito, ovvero con una vittoria ed una prestazione convincente. Ospiti in affanno che anche questa stagione, a quanto pare, avranno da lottare per rimanere in massima divisione. 

Norwich v Crystal Palace 
Canaries all'esordio dopo appena un anno di purgatorio ma che vengono maledettamente puniti dalle Eagles di Alan Pardew. Vantaggio di Zaha nel primo tempo, raddoppio di Delaney ad inizio ripresa. Norwich che si rifà avanti al 70' ma al 94' Cabaye, dopo essere stato l'acquisto più caro del club in questa estate, chiude conti e risultato sul 1-3 per i londinesi. 


mercoledì 5 agosto 2015

"Andare in carcere è la cosa migliore che mi sia successa". La confessione di Deeney

Dalla prossima stagione, pronta a cominciare, ci saranno diversi nuovi protagonisti e tantissime new entry. Tra queste sicuramente Troy Deeney ed il suo Watford. Proprio la punta del club, in una recente intervista, ha rivelato diverse cose sul suo passato personale che hanno suscitato sorpresa e scalpore. 

Tanti di voi lo ricorderanno per il gol in contropiede al 97', quando ancora Gianfranco Zola allenava la squadra del presidente Pozzo, dopo che il Leicester aveva sbagliato il rigore che valeva la finale. Ma il buon Troy ha rivelato dei retroscena non indifferenti. Nel 2012 infatti è stato arrestato e messo in carcere per 3 mesi dopo una rissa nel centro di Birmingham. L'attaccante ha però affermato, senza remore, che quei tre mesi sono stati l'esperienza migliore della sua vita e che hanno cambiato totalmente il suo modo di pensare e di agire. "Prima la mia preoccupazione era svegliarmi la mattina e pagare i 50 pound a settimana di affitto a mia madre" - ha affermato - "La prossima settimana esordisco in Premier, con una nuova mentalità ed un nuovo modo di pensare". Questa una parte dell'intervista all'attaccante che la scorsa stagione ha trascinato il Watford con 21 reti, decisive per la promozione degli Hornets.

"Fino a qualche anno fa pensavo di essere un uomo perché uscivo la sera a bere e spendere qualche soldo. Dietro le sbarre ho imparato più di quanto non abbia fatto in una vita intera fuori". Parole forti che però ha affermato con orgoglio e decisione. Certamente è cambiato dal giorno dell'arresto e siamo pronti ad apprezzarne le gesta nel campionato più bello del mondo! 

Buona fortuna Troy!


domenica 26 luglio 2015

Qual'è la miglior rimonta di sempre? Ditecelo voi!

Tante volte, soprattutto nei periodi di pausa dei campionati, quando l'unica cosa che possiamo fare è goderci le immagini di vecchi gol e vecchie partite memorabili, ci viene la voglia di stilare una classifica dei più belli. Per questo abbiamo scelto di lanciare alcuni sondaggi per poi riproporli sotto forma di racconto/documentario. Sarete voi a scegliere i migliori gol o le migliori partite.

Cominciamo con la categoria rimonte, con alcune delle più belle e famose "comeback" della storia della Premier League.

Leicester v Manchester United
Il 5-3 della scorsa stagione entra di diritto nella storia. Red Devils avanti 1-3 con Di Maria tra i protagonisti, capace di beffare con un pallonetto il portiere dal limite dell'area. Nessuno però avrebbe immaginato la reazione dei padroni di casa. 4 gol, uno dopo l'altro, che hanno letteralmente annientato gli 11 di Louis Van Gaal.




Tottenham v Manchester United
A White Hart Lane si consuma un pomeriggio da incubo per gli Spurs. Avanti 3-0 ed in completo controllo, crollano sotto i colpi di Veron, Beckham e Van Nistelrooy. Alla fine sarà 3-5 in uno dei match più belli di sempre.




Arsenal v Tottenham
Il North London derby non è tale se non regala almeno 3 gol. Questo però è uno di quelli che si ricorderà a lungo. Gunners sul 2-0 all'Emirates in completo controllo. Un affondo di Bale riapre la gara, pareggio di Van der Vaart su rigore e Kaboul che la chiude su azione da calcio piazzato. Rimonta memorabile per gli Spurs.



Crystal Palace v Liverpool
Forse uno dei match che ha deciso la scorsa stagione di Premier League. Liverpool avanti 0-3 a Londra contro il Palace e con mezzo titolo cucito sul petto. Nel finale però, in meno di dieci minuti, la rimonta dei padroni di casa. Incredibile.




Newcastle v Arsenal
Una delle rimonte più imponenti e clamorose degli ultimi anni. Una partita che ha cambiato quella stagione e riscritto tutte le regole del calcio. Gunners sullo 0-4 in 35 minuti, ma guai a dare i Magpies per morti......



Liverpool v Newcastle
Un Anfield che è costretto a gioire, soffrire e poi gioire ancora. Una serata incredibile. Reds avanti 3-0 a fine primo tempo, sembra una gara di ordinaria amministrazione. All'87' però arriva il pari del Newcastle e siamo 3-3! Al 91' Fowler chiude i conti con un incornata che fa esplodere lo stadio e scrive la storia in una delle gare più avvincenti di sempre.



E voi cosa ne dite? Votate e fateci sapere! Votate  nell'apposito spazio in alto a destra.

martedì 21 luglio 2015

Sponsor. Ecco quanto guadagnano i club di Premier League.

    Fino a qualche anno fa forse ancora le cifre che giravano attorno ai contratti di sponsorship erano ancora accettabili. Con il tempo però ad aumentare è stata la disparità tra le grandi e le piccole squadre. In Premier League le squadre hanno un introito totale di 218,65 milioni di sterline. Tanti, tantissimi, che risultano ancora di più se consideriamo che 142 milioni dei 218 sono suddivisi tra Manchester United, Chelsea, Arsenal e Liverpool. Si passa a contratti ultramilionari (vedi Chevrolet che paga 47 milioni di sterline allo United ogni anno) a contratti umilissimi come quelli di Bournemouth e Crystal Palace che da Mansion ricevono appena 750 mila sterline. 
    Vi elenchiamo ora la classifica di tutti i club di Premier League:

  1. Man United - Chevrolet - £47m
  2. Chelsea - Yokohama - £40m
  3. Arsenal - Fly Emirates - £30m
  4. Liverpool - Standard Chartered - £25m
  5. Man City - Eithad - £20m
  6. Tottenham - AIA - £16m
  7. Newcastle - Wonga -£6m
  8. West Ham - Betway - £6m
  9. Everton - Chang Beer - £5.3m
  10. Aston Villa - Dafabet - £5m
  11. Sunderland - Bidvest - £5m
  12. Swansea - GWFX - £4m
  13. Stoke City - Bet365 - £3m
  14. Watford - 138.com - £1.4m
  15. West Brom - Intuit Quickbooks - £1.2m
  16. Leicester City - King Power - £1m
  17. Norwich City - Aviva - £1m
  18. Southampton - Veho - £1m
  19. Bournemouth - Mansion - £750,000
  20. Crystal Palace - Mansion - £750,000

lunedì 20 luglio 2015

Tottenham all'Emirates e Chelsea a Wembley. I nuovi scenari della Premier in attesa dei nuovi stadi

A dire la verità, ancora ci sembra strano. Il vero problema è che inizialmente sembrava solo un'ipotesi ma ora sembra diventare realtà con il passare dei giorni. Il Tottenham, durante i lavori per la costruzione del nuovo stadio e la demolizione di White Hart Lane, potrebbe giocare le gare casalinghe all'Emirates Stadium. A molti può sembrare una cosa piuttosto normale se consideriamo i tantissimi esempi , soprattutto in Italia, di squadre che si dividono lo stadio. In questo caso però, ovvero in Inghilterra e nei paesi dove gli stadi di proprietà sono quasi un obbligo, sin dalle categorie inferiori, vi possiamo assicurare che si va verso una battaglia legale senza precedenti.

Il Tottenham Supporter Trust ha chiesto più volte la possibilità di poter disputare le gare a Wembley la FA ha respinto tale proposta. Gli Spurs infatti sono asserragliati: lo scorso anno la vittoria del West Ham nella corsa all'Olympic Stadium, poi il no per Wembley ed ora la possibilità di giocare le gare casalinghe nella dimora degli acerrimi rivali dell'Arsenal.

Arsenal e Tottenham non solo si dividono il controllo e la supremazia del Nord di Londra ma sono proprio due realtà differenti. Seppur distanti solo qualche miglio, le due società sono ormai implementate in contesti urbanistici completamente diversi e godono di un odio reciproco con pochi eguali nel Regno Unito. Ovviamente la FA ha proposto l'Emirates come soluzione più logica in quanto vicina ed economica ma è ovvio che da una parte gli Spurs vorrebbero evitare questa scelta, dall'altra i Gunners non vogliono vedere la loro casa popolata dai rivali.

Un altro problema per il Tottenham è rappresentato dal Chelsea. Anche i Blues faranno a breve partire i lavori per il rinnovamento di Stamford Bridge ed avranno bisogno di un nuovo stadio. La FA però ha trovato sul piatto molti più soldi da parte di Abramovich per l'utilizzo e l'affitto di Wembley, motivo per cui con molta probabilità saranno i blues ad utilizzare lo stadio simbolo di Londra e dell'Inghilterra.

Per ora quindi nulla di ufficiale ma la FA è stata chiara: o l'Emirates Stadium o l'Emirates Stadium.

mercoledì 15 luglio 2015

Sterling subito al veleno: "Al City almeno posso vincere".

49 milioni di sterline. Al cambio attuale 69,5 milioni di euro. Questo è quanto il Manchester City ha dovuto sborsare per assicurarsi Raheem Sterling. O meglio, è la cifra che il Liverpool ha incassato per il classe 1995 inglese. Noi non siamo espertissimi di mercato ma, per quanto giovane, non ci sembra che il ragazzo valga tutti questi soldi. Per carità, 20 anni, 3 figli con 3 donne diverse, una stagione (2013/2014) da far paura ma poi tanti e tanti buchi nell'acqua e tante prestazioni anonime che sono il motivo per cui molti tra giornalisti e semplici tifosi non si capacitano di questa spesa folle dei Citizens.

A fare da contorno a tutto questo, le parole al veleno di Sterling che, nel giorno della sua presentazione ufficiale, dopo due mesi di fuoco al Liverpool, tra i ripetuti attacchi dei tifosi Reds, afferma: "Sono in club che mi darà la possibilità di vincere dei trofei". Si, è vero. Forse c'è una qualche velata possibilità in più di vincere qualcosa al City che è comunque rimasto a secco nell'ultima stagione) ma non è il modo esatto per andarsene con dignità dal club che ti ha lanciato nel calcio professionistico. Uno sfogo che renderà le due gare contro il Liverpool, del giovanissimo attaccante inglese, un vero e proprio inferno.

Ora tutta la preseason è da giocare e per Sterling ora una pesantissima responsabilità: dimostrare a tutti quanti che vale davvero, fino all'ultimo centesimo, quei quasi 70 milioni di euro. Non sarà facile.

domenica 12 luglio 2015

L'uscita dal campo di un campione umile e silenzioso. Van Persie lascia l'Inghilterra.

Certe cose spesso accadono senza pianificarle. A volte però sarebbe utile farlo per non rischiare di passare inosservati. Robin Van Persie, uno da 280 presenze e 144 gol in Premier League (mica briciole) sta per lasciare l'Inghilterra senza ricevere il giusto tributo. Per lui si sono aperte le porte della Turchia, precisamente quelle del Fenerbahce, che lo pagherà 4,7 milioni di sterline. I recenti arrivi allo United di Darmian e Schweinsteiger hanno letteralmente offuscato il talento olandese, artefice del 20° titolo di Premier dei Red Devils e martoriato dagli infortuni nell'ultima stagione, nella quale è riuscito comunque a dare il suo contributo alla causa di Louis Van Gaal. Proprio Louis Van Gaal che, da quanto emerge, sarebbe la "causa" della partenza di Van Persie. Una recente lite avrebbe fatto cambiare le carte in tavola facendo scegliere all'attaccante olandese una destinazione diversa.

Da amanti del calcio inglese ovviamente non possiamo che essere dispiaciuti di una perdita di questo calibro. Un giocatore che ha illuminato interi weekend di Premier League con giocate fuori dal normale e gol che sono rimasti nella storia di questo campionato. L'uscita dal campo di un campione di questo tipo non ce la vogliamo perdere, per questo nelle prossime ore e nei prossimi giorni dedicheremo speciali con video, foto e racconti ad una punta atipica che in questo calcio mancherà eccome.

Per tutto il resto, buona fortuna Robin.


mercoledì 8 luglio 2015

Paradiso Swansea: fondo di 300 mila sterline per pagare i biglietti ai tifosi

Finalmente una buona notizia anche per i tifosi. Per la prossima stagione lo Swansea ha annunciato che qualsiasi tifoso che seguirà la squadra in trasferta non pagherà mai oltre i 22 pound per il biglietto. Il club si farà carico del resto del costo nel caso quest'ultimo si rivelerà superiore. La società gallese ha stimato che questa operazione costerà loro non meno di 300 mila sterline, una cifra non indifferente, soprattutto per un club come lo Swansea.

"Il club si è sempre preso cura dei suoi tifosi, ma questa volta vogliamo fare qualcosa di veramente speciale". Queste le parole del presidente. E come dargli torto? Uno dei maggiori problemi del massimo campionato inglese sono proprio i prezzi dei biglietti, spesso inaccessibili che hanno portato alcuni buchi vuoti negli stadi inglese negli ultimi anni. Per i primi furono i tifosi del Liverpool a protestare con manifestazioni e striscioni che hanno girato l'Inghilterra, passando di tifoseria in tifoseria, con l'obiettivo di sensibilizzare i piani alti della Football Association in modo da far tornare il football lo sport della working class. Proteste spesso inassoltate. Ora la mossa dello Swansea, per assurdo l'unica "non inglese" in Premier League. 22 sterline gli adulti, ridotti a partire da 15 fino ad arrivare a 9. Insomma un incentivo in più per seguire la propria squadra dal vivo e non dal divano di casa.

Un metodo che siamo sicuri funzionerà e che dovrebbe far "svegliare" altre società, inglesi e non, che si lamentano dello scarso afflusso di tifosi e della poca partecipazione degli stessi alle attività della squadra. Aspettiamoci quindi un'altra grande stagione dai cigni gallesi che giocheranno con una certezza in più: i proprio tifosi.

sabato 4 luglio 2015

Può essere il Chelsea la rinascita di Falcao?

L'ultima volta che ci siamo posti una domanda del genere era giusto qualche anno fa e sempre con il Chelsea a farla da padrone. Riuscirà Fernando Torres a riprendersi dopo un periodo opaco?
Se ci dovessimo fermare ai dati ufficiali, i dubbi sulle potenzialità di questo ragazzo non ci sono. Anzi. E' uno da 72 gol in 87 partite per il Porto. Da 52 gol in due stagioni di Atletico Madrid, compresi anche 2 titoli europei che hanno visto una tripletta al proprio al Chelsea nella finale di Supercoppa Europea vinta a Monaco per 1-4, circa 3 anni fa. Un attaccante che aveva impressionato tutto il mondo. Forte di destro, di sinistro, di testa, forza fisica infinita, prepotenza in area di rigore. 

Dopo l'infortunio del Gennaio del 2014 che lo ha tenuto lontano dai campi di gioco per circa 9 mesi, è tornato senza riuscire più ad impressionare. L'esperienza positiva con il Monaco è stata completamente offuscata dall'annata anonima e sottotono con il Manchester United. 4 reti, solo 1 decisiva. E con quello che è stato pagato, difficile trovare delle scuse. Ma andiamo in ordine e cerchiamo di analizzare passo passo i dati dell'attaccante colombiano. 

Prima dell'infortunio nel periodo che va da Agosto 2011 a Gennaio 2014, Falcao aveva:

- il 24,7% di tiri convertiti in rete
- media di 2,9 tiri a partita
- media di gol e assist per ogni presenza da titolare era di 0,78
- media gol per partita di 0,72

Inquietanti i dati post infortunio:

- il 18,8% di tiri convertiti in rete
- media di 1,1 tiri a partita
- media di gol e assist per ogni presenza da titolare era di 0,67
- media gol per partita di 0,21

Un'involuzione che lo ha reso protagonista nelle pagine web più per i fotomontaggi e le prese in giro che per le proprie prodezze in campo. Il passaggio al Chelsea, dove farà sicuramente da secondo a Diego Costa, può essere la svolta per lui. Mourinho ha sempre dimostrato di credere nel turnover. Ricordiamo le molteplici reti e presenze di Drogba e Remy durante la scorsa stagione. Un grande motivatore come allenatore ed il miglior campionato del mondo. Le basi per la ricrescita ci sono. Saprà sfruttarle Radamel Falcao?

sabato 20 giugno 2015

Olympic Stadium: spesi 700 milioni, il West Ham ne pagherà solo 15.

Una nuova arena che con il passare degli anni ha convinto anche i tifosi. Le ambizioni del club sono chiare: nel giro di qualche anno entrare nella top 5 e poter competere con le squadre più forti in Inghilterra ed in Europa. Se la scorsa stagione ha visto una delle medie spettatori più alte per gli Hammers (superata quota 34 mila, su 35 mila disponibili), siamo certi che il "nuovo Wembley" che potrà ospitare fino a 54 mila spettatori ( e quindi anche le finali di Champions) possa essere davvero il nuovo punto di partenza per la società dell'East London.

Il presidente David Gold ha già annunciato che i prezzi dei biglietti saranno sensibilmente ridotti e che l'impianto sarà accessibile a tutti. Ma dove ci guadagna il West Ham in realtà? Se è vero che tutte le attività commerciali ed imprenditoriali che prenderanno forma nelle immediate vicinanze, se non nello stadio stesso, dovranno dare parte dei loro proventi al West Ham e che gli Hammers hanno stipulato un contratto di 99 anni con un costo di 2 milioni di affitto l'anno, bè l'affare è sotto gli occhi di tutti.

Lo stadio, costruito per le Olimpiadi di Londra del 2012 ha avuto un costo superiore ai 700 milioni di euro. Il West Ham, da quando ne ha acquisito i diritti, ha sborsato una somma poco superiore ai 15 milioni. Considerando i proventi dei biglietti e di tutte le entrate che uno stadio di "proprietà" puà garantire, bè qualcuno, nell'East London, dovrà davvero mantenere le promesse per una squadra competitiva. I soldi non mancano.

giovedì 18 giugno 2015

Licenziati con effetto immediato. Il video dell'orgia razzista costa caro

Ebbene si, dopo un mese di indagini interne al club, con la collaborazione della polizia Thailandese per l'acquisizione di video e immagini, i 3 giocatori del Leicester coinvolti nello scandalo del video, uscito non si sa come dal ritiro post season in Thailandia, sono stati licenziati con effetto immediato dal club.

Tom Hooper, Adam Smith e James Pearson (figlio dell'allenatore del Leicester) dovranno lasciare la squadra. Il video, dai contenuti sessuali, ha visto anche l'utilizzo di frasi razziste nei confronti delle 3 Thailandesi che erano con loro nella camera dell'hotel. I tifosi hanno ringraziato il club per aver dimostrato personalità e durezza in occasioni come queste e hanno accusato i giocatori che si sarebbero meritati questa severissima punizione.

Ecco il comunicato ufficiale del club. Un ragazzata che potevano evitarsi e che rischia di compromettere per sempre la loro carriera.

"Leicester City Football Club is acutely aware of its position, and that of its players, as a representative of the city of Leicester, the Premier League, the Football Association and the Club’s supporters. It is committed to promoting a positive message of community and family values and equality,  and to upholding the standards expected of a Club with its history, tradition and aspirations.
The Club will make no further comment on the investigation, its finding or outcomes."
Un ragazzata che potevano evitarsi e che rischia di compromettere per sempre la loro carriera. Un applauso anche al club che non ha fatto sconti di nessun tipo senza considerare parentele e guadagni economici futuri dei 3 giovanissimi. 






mercoledì 17 giugno 2015

Buona stagione a tutti!

Si riparte!!!

E' vero, per ora le uniche cose che ci aspettano sono amichevoli estive in posti improponibili per accontentare gli sponsor ma a pensarci bene manca appena un mese e mezzo. Poi si parte con il botto: 8 Agosto i campionati, il 10 la Coppa di Lega e via dicendo. Aspettando, ovviamente, la stagione europea.

Intanto però possiamo iniziare a fantasticare sui risultati, a pianificare gite e trasferte e organizzare in anticipo i weekend del prossimo anno. Magari la parola "anno" non suonerà bene ma per noi non ci sono 31 Dicembre e 1 Gennaio, per noi c'è la stagione calcistica che inizia e che finisce, con i mezzo l'organizzazione a quella successiva. Una catena di cose che non ci stancheremo mai di fare. Il football appassiona generazioni da più di 120 anni e noi, di certo, non ci siamo stancati.

Quindi, anche se non ufficialmente, buon 2015/2016 a tutti quanti voi! In alto le pinte!